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Islam

L’Islam

Principi di base

  •  ISLAM

“In verità, la religione di Allah è l’islam” (Ali Imran 3:19)

Islam è una parola araba che vuole dire “sottomissione” (a Dio). Si tratta di riconoscere l’unicità di Dio e sottomettersi a Lui. Non si saprebbe raggiungere la felicità nella vita terrena, né prevenire al successo nell’Aldilà se non obbedendo ad Allah.

L’Islam non è unicamente una religione, ma un sistema di vita completo. Questo significa che ci indica come vivere tutti gli aspetti della nostra vita nel miglior modo possibile.

L’Islam si basa su cinque pilastri:

  1. credere fermamente nel proprio cuore e dichiarare:

 

La ilaha illa Llah, Muhammadu-r-rasulu-Llah                     

  Non c’è dio se non Allah,Muhammad è il Messaggero di Allah

  è questo che si intende dire con il termine iman (la fede)

 

  1.  pregare cinque volte al giorno (as-salat)
  2. Pagare la zakat
  3. Digiunare durante il mese di Ramadan
  4. Fare il hajj (pellegrinaggio) alla Mecca almeno una volta nella propria vita se ne hanno i mezzi

Ogni persona che accetta l’Islam è un musulmano/a. Il significato di questa parola è “colui o colei che si sottomette ad Allah”. Il musulmano è tenuto a fare tutto quello che Allah e il suo Profeta (s.a.v.s) gli hanno chiesto di fare e di astenersi dal fare tutto quello che Allah e il suo Profeta (s.a.v.s) gli hanno chiesto di non fare.

Allah e il Suo inviato (s.a.v.s) ci hanno chiesto di compiere delle buone azioni come essere benevoli verso i nostri genitori, aiutare coloro che vivono in condizioni meno favorevoli ed essere buoni nei confronti degli animali e della natura.

 

 

  •  ALLAH

 

La ilaha illa-Llah, wahdahu la sharika lah, lahu-l-mulku wa lahu-l-hamdu wa huwa ala kulli shay’in qadir

Non c’è dio se non Allah (Dio), Unico Egli non ha alcun associato.  A Lui appartiene la lode (in esclusiva) ed Egli su ogni cosa ha potere.

  • Allah è Unico e Onnipotente
  • Egli è il nostro Signore
  • Egli ci ha creati ed Egli ha creato tutto quello che si trova sulla terra e nei celi
  • Non ha associati
  • Non ha né madre né padre, né figlio né figlia
  • Egli è Eterno
  • Nulla è uguale a Lui
  • Egli sa tutto
  • Egli vede tutto
  • Egli intende tutto
  • Nulla gli è nascosto

Nel  Nome di Allah il Sommamente Misericordioso, il Clementissimo Di’ (o Muhammad):  “Lui Allah è  Uno, Allah As-Samad, Egli ha generato e non è stato generato, nulla è uguale a Lui” (Al-Ikhlas 112)

 

  • Egli è Buono e Amorevole, Egli è Misericordioso e Compassionevole
  • Egli è Clemente e perdona
  • Ad Allah appartengono i Nomi più belli che indicano le Sue qualità
  • È Lui che procura a tutte le Sue creature i mezzi per sussistere, è Lui che ha creato tutto per la nostra sopravvivenza, come per esempio la terra dove crescono i prodotti agricoli, il sole che ci dona del calore, l’acqua che bevono gli esseri viventi, l’aria che essi respirano e la legna per accendere il fuoco
  • I musulmani devono rivolgersi solo a Lui, in caso di bisogno e di smarrimento senza intermediario alcuno
  • I musulmani non devono chiedere soccorso che a Lui
  • È Lui che è degno di essere adorato, non si deve adorare null’altro all’infuori di Lui, non esiste un peccato più grande dello shirk nell’Islam, vale a dire associare dei soci ad Allah e credere che essi possano farci del bene o causarci del male, oppure adorare o domandare aiuto ad altri all’infuori di Lui

 

 

 

  • IL PROFETA MUHAMMAD (s.a.v.s)

 

Muhammad (s.a.v.s) è stato l’ultimo profeta. Allah lo ha scelto per rivelare il Suo Ultimo Messaggio. Egli è venuto per guidare tutta l’umanità. Allah gli ha trasmesso il Corano attraverso l’intermediazione dell’angelo Jibril (Gabriele).

Nacque alla Mecca e divenne orfano in tenera età. Fu cresciuto da suo nonno, poi alla morte del nonno, sa suo zio.

Muhammad (s.a.v.s) visse onestamente e fu nominato As-Sadiq (il veritiero) e Al-Amin (il degno di fiducia).

Ricevette la prima Rivelazione all’età di quarant’anni. Visse alla Mecca per tredici anni durante i quali invitò la gente all’Islam. Tuttavia la maggior parte degli abitanti della Mecca rifiutarono di seguirlo. Essi presero in giro e tormentarono tano lui quanto coloro che lo seguivano. Conobbe molta sofferenza ma continuò a predicare la parola di Allah. Fu costretto a lasciare la Mecca e a emigrare a Medina i cui abitanti lo accolsero bene.

Visse dieci anni a Medina dove esortò la gente ad obbedire ad Allah.

Prima della sua morte tutta l’Arabia aveva accettato l’Islam. Egli morì all’età di sessantatré anni. Questo ci mostra che il profeta Muhammad (s.a.v.s) era un essere umano come noi. Egli non era un essere divino ma soltanto un servitore di Allah. I musulmani devono obbedirgli, rispettarlo e amarlo, ma non adorarlo né attribuirgli le qualità che solo Allah possiede.

I musulmani devono seguire il suo eccellente esempio e seguire la retta via in base ai suoi insegnamenti.

Ci ha insegnato che tutti gli uomini, ricchi e poveri, di qualsiasi colore essi siano o a qualsiasi razza essi appartengano sono tutti uguali davanti ad Allah. È soltanto per la loro obbedienza ad Allah e per le loro buone azioni che possono essere migliori di altri. Il profeta Muhammad (s.a.v.s) ci ha insegnato ad amarci, a rispettarci a vicenda e a essere benevoli verso ogni creatura di Allah.

Egli è l’ultimo profeta. Nessuno profeta verrà dopo di lui. A coloro che obbediscono ad Allah e seguono gli insegnamenti dell’Invitato di Allah (s.a.v.s), sarà data come ricompensa il Paradiso nell’Aldilà.

 

“O Profeta (Muhammad) Noi ti abbiamo mandato come testimone, annunciatore e ammonitore che chiama ad Allah.”  (Al-Ahzab 33:45/46)

 

 

 

 

  •  L’IMAN

 

Il musulmano deve avere l’iman. Avere l’iman significa credere fermamente in sei punti:

  1. credere in Allah, nella Sua esistenza, di credere che Egli è Unico, che Lui solo è il Creatore, il Provvidente e il Signore di ogni cosa e che Lui solamente è degno di essere adorato.

 

  1. credere negli angeli, che sono anch’essi creature di Allah. Allah li ha creati di luce ed essi sono a Lui sempre fedeli. Allah ha assegnato a loro compiti differenti che eseguono fedelmente. Ha donato ad alcuni tra di loro il compito di trasmettere il Messaggio ai profeti. Ha assegnato ad altri il compito di tenere un registro delle buone e delle cattive azioni degli esseri umani. Solo Allah conosce il numero degli angeli, ma ce ne sono alcuni che noi conosciamo bene come: Jibril (Gabriele), Mika’il (Michele) e Istrafil.

 

 

  1. credere in tutti i profeti di Allah. Essi furono i Suoi Invitati sulla terra e il loro compito è stato quello di insegnare l’Islam alla loro comunità. Essi furono mandati con lo scopo di insegnare alle genti quello che è il bene e vissero la loro vita secondo principi che insegnarono. Il primo uomo fu anche il primo profeta e questo fu Adamo (su lui la pace). L’ultimo profeta fu Muhammad (s.a.v.s). Tra gli altri profeti molto noti, si possono citare Nuh (Noé), Ibrahim (Abrahamo), Isma’il (Ismaele), Ishaq (Isacco), Musa (Mose) e Isa (Gesù), (su  loro la pace). Il musulmano deve credere in tutti i profeti e accordare loro il rispetto che a loro è dovuto, ma deve guardarsi dall’adorarli.

 

  1. credere nelle Scritture di Allah. Allah ha rivelato dei Libri ai Suoi profeti. Questi Libri contengono i comandamenti di Allah per guidare l’umanità. Il Santo Corano è il Libro rivelato al nostro profeta Muhammad (s.a.v.s). I tre libri che ci sono noti e che furono rivelati prima del Corano sono Torah, che fu rivelato a Musa, il Zebur che fu rivelato a Dawud (Davide) e l’injil che fu donato a Isa (Gesù) (su loro la pace). Per disobbedienza ad Allah certe persone hanno deformato in parte questi Libri per deviare la gente. Allah ha protetto il Santo Corano da ogni forma di alterazione.

 

 

  1. credere nella vita dopo la morte. Il musulmano deve credere che la vita terrena avrà fine un giorno. Tutto quaggiù è destinato a perire. Poi Allah riporterà tutti gli esseri umani alla vita e li giudicherà in funzione delle azioni che avranno compiuto durante la loro vita sulla terra . Coloro che avranno obbedito ad Allah e passato la loro vita a fare il bene andranno in Paradiso. Là avranno a loro disposizione tutte le buone cose di qui potrebbero avere bisogno in ricompensa per le loro buone azioni. Coloro che avranno disobbedito ai comandamenti di Allah e cha avranno commesso delle cattive azioni, andranno all’inferno. Là saranno gettati in un grande fuoco come punizione per le loro azioni malvagie.

 

  1. credere che tutto venga da Allah. Questo significa che Allah sa tutto ciò che accadrà, che sia buono o cattivo. Nulla quaggiù avviene senza il suo Permesso e senza che Egli lo sappia. Se qualche cosa di buono succede ad un musulmano, egli ne deve ringraziare Allah. Se gli succede qualche cosa di male, egli deve fare prova di pazienza e domandare ad Allah di soccorrerlo.

“Mantenetevi tutti fermamente al legame di Allah” (Ali Imran 3:103)

 

  •  IL SANTO CORANO

 

È il Libro Santo che fu rivelato al profeta Muhammad (s.a.v.s) per guidare l’umanità. Gli fu rivelato in un periodo di ventitré anni. La prima rivelazione gli venne mentre era in meditazione nella grotta di Hira nei pressi di Mecca.

“In verità, questo Corano guida verso quello che è il più dritto.” ( Al-Isra’ 17:9)

Improvvisamente, l’angelo Gabriele, gli apparve e gli domandò di leggere. Il Profeta (s.a.v.s) rispose: “ Non so leggere!”. L’angelo lo strinse molto forte e lo lasciò dicendo: “Leggi!”. Il Profeta (s.a.v.s) ripeté: “Io non so leggere!”. L’angelo Gabriele lo strinse ancora forte contro di lui e lo rilasciò dicendo:

Iqra’ bismi Rabbika-l-ladhi khalaq.

Khalaqa-l-insana min ‘alaq. Iqra’ wa Rabbuka-l-Akram.

Alledhi ‘allama bi-l-qalam. ‘allama-l-insana ma lam ya’lam.

“ Leggi, nel Nome del Tuo Signore, che ha creato!

Ha creato l’uomo da un grumo (di sangue)

Leggi e il tuo Signore è il più Generoso!

Ha insegnato per mezzo del calamo;

ha insegnato all’uomo quello che egli non sapeva”

(Al-Alaq 96:1-5)

Il Profeta (s.a.v.s) si spaventò e si precipitò a casa sua. Raccontò quello che gli era successo alla sua sposa Khadijah (r.a). Ella lo riconfortò e gli domandò di riposarsi.

 

I versetti del Corano continuarono ad essere rivelati al Profeta (s.a.v.s), ordinandogli di esortare la gente a seguire la Retta Via dell’Islam.

 

Ogni volta che dei versetti venivano rivelati, il Profeta (s.a.v.s) ordinava ai membri della sua comunità di scriverli. È cosi che furono preservati i versetti del Corano. Più tardi, furono raccolti in un Libro che è quello che noi abbiamo oggi.

 

Il Corano è il Libro che dona una guida a tutta l’umanità. Esso contiene tutti i principi di base della religione dell’Islam. Egli enumera gli articoli di fede, i doveri che incombono a tutti i musulmani e definisce un codice di comportamento a cui i musulmani devono aderire.

 

“ … Salmodia il Corano pronunciandolo chiaramente.” (Al-Muzzammil 73:4)

I musulmani devono recitare il Corano in arabo e apprenderne il senso nelle loro rispettive lingue. Devono anche agire secondo i suoi insegnamenti.

 

Il Corano è costituito da 114 capitoli. Alcuni sono molto lunghi e certi sono corti. Il Corano si suddivide in 30 parti. Questo permette alla gente di leggere una parte ogni giorno e di finire l’intera lettura del Corano in un mese. La recitazione del Corano e la memorizzazione dei suoi capitoli e dei suoi versetti sono delle buone azioni che meritano una ricompensa per chi le compie.

 

“ In verità questo è il Nobile Corano (contenuto) in un Libro custodito.” (Al-Waqi’ah 56:77/88)

  •  I CINQUE PILASTRI DELL’ISLAM

 

Abbiamo appreso nelle pagine precedenti che l’Islam è basato su cinque pilastri. Adesso esaminiamo ciascuno di questi pilastri:

 

  1. La shahadah (testimonianza di fede)    

Essa consiste nel credere fermamente nel proprio cuore e nel dichiarare:

Ash’hadu alla ilaha illa-Llah wa ash’hadu anna Muhammada-r-rasulu-Llah       

Io testimonio che non c’è dio se non Allah  e testimonio che Muhammad è il Messaggero di Allah

 

Questo costituisce la shahadah. È il fondamento stesso dell’Islam. Ogni persona che faccia questa dichiarazione entra nell’Islam.

La Shahadah si divide in due parti:

La prima consiste nel dichiarare che Allah è il solo Signore e Autore della Creazione e che Lui è degno di essere adorato. Non ha associati e non lo si saprebbe comparare a nessuna altra cosa. Tutto quello che è contenuto nel nostro universo è sotto la Sua Sovranità e agisce in base ai Suoi ordini.  Gli esseri umani sono tenuti a vivere secondo comandamenti di Allah. Allah ama coloro che seguono la Sua volontà. Allah non ama coloro che Gli disobbediscono.

 La seconda parte della Shahadah consiste nel dichiarare che Muhammad (s.a.v.s) è il Messaggero di Allah. È lui che ci ha trasmesso il Corano. I musulmani sono tenuti ad obbedire al Profeta (s.a.v.s) e a seguire il suoi esempio senza esitazione. I musulmani sono ugualmente tenuti a onorarlo e a rispettarlo e a chiedere ad Allah di accordargli benedizione e saluti. Ogni volta che il suo nome è menzionato bisogna dire:

Salla-Llahu ‘aleyhi wa sallam (s.a.v.s)         Benedizione e pace di Allah su di lui

 

  1. as- salat  (preghiera)     

       

Si tratta di fare la salat (preghiera) cinque volte al giorno. È il tratto distintivo dell’Islam. Chiunque abbandoni la sua preghiera lo fa col rischio di uscire dall’Islam.

 

… Poiché la preghiera è per i credenti una prescrizione in momenti determinati.”                         (An-Nisa’ 4:103)

 

La salat è il più essenziale degli obblighi che incombono al musulmano. È l’atto più evidente che esegue un musulmano per mostrare la propria obbedienza ad Allah. La salat è anche un mezzo per ricordarsi di Allah.                                                                                                                                                                                     Il credente in preghiera abbandona tutto e si consacra all’adorazione di Allah. Egli segue esattamente le istruzioni dell’Inviato di Allah (s.a.v.s). Egli passa da una posizione all’altra in un modo posato e calmo concentrando la sua attenzione su Allah. Egli sente di trovarsi al cospetto di Allah l’Onnipotente. La salat è in verità un modo di avvicinare le creature umane ad Allah. Mentre si prega, ci si deve rivolgere nella direzione della qibla, ci si inchina e ci si prosterna davanti al proprio Signore. Si recita il capitolo di apertura del Corano (al Fatiha) lodando e glorificando Allah e domandando a Lui sostegno e aiuto.

El Fatiha:

Bismi-Llahi-r-Rahmani-Rahim

(Nel nome di Allah, il Misericordioso, il Clemente)

al-hamdu li-Llahi Rabbi-l-alamion

(lode ad Allah, Signore dei mondi)

ar-Rahamani-r-Rahim

(il Misericordioso, il Clemente)

Maliki yawmi-d-din

(Detentore del giorno della Retribuzione)

Iyyaka na ‘budu wa-iyyaka nasta ‘in

(sei [esclusivamente] tu che noi adoriamo! A Te [solo] chiediamo aiuto)

ihdina s-sirata-l-mustaqim

[dirigici nella Via retta)

sirata lladhina an ‘amata ‘alayhim;  ghayri-l-maghdubi ‘alayhim wa la-d-dallin

(la Via di coloro a cui hai dato la grazia; non di coloro che incorrono nella [Tua] collera né degli sviati.)

 

Data la sua importanza, ogni musulmano/a deve imparare a fare la salat. I bambini dovranno incominciare a farla all’età di sette anni. Quando raggiungeranno l’età di dieci anni devono iniziare regolarmente la salat.

Tutti i musulmani devono fare la salat in qualsiasi circostanza. Quelli che non possono stare in piedi possono pregare seduti. Quelli che non possono sedersi possono pregare sdraiati. I viaggiatori hanno la facilitazione di abbreviare la loro salat.

Ogni giorno si fanno le cinque preghiere seguenti:

 

a)      fajr, che si fa all’alba, prima del levare del sole

b)      dhuhr, che si fa a mezzogiorno quando il solo comincia a declinare dallo Zenith

c)      ‘asr, che si fa verso la fine del pomeriggio

d)     maghrib, che si fa dal momento in cui il sole è calato fino a quando sparisce il rossore all’orizzonte

e)      e‘ishà, ch si fa la notte prima di addormentarsi

 

Si può dunque vedere che la giornata del musulmano comincia e termina con la preghiera. La prima cosa che un musulmano fa quando si risveglia il mattino è pensare ad Allah, lodarLo e ringrariarLo. Alla fine della giornata, dopo aver compiuto tutte le proprie attività, egli si ricorda di Allah nella sua preghiera, lodandoLa e ringraziandoLo prima di dormire.

Si può pregare individualmente o in gruppo. Quando si pregi in gruppo, i fedeli si tengono in ranghi ben dritti.  La persona che dirige la preghiera si chiama imam. Egli sta davanti a tutti gli altri fedeli riuniti. I fedeli lo seguono punto per punto nell’esecuzione della preghiera.  È preferibile fare ciascuna delle cinque preghiere obbligatorie in gruppo.

Salatu-l-jumu’ah  o la preghiera  in gruppo del venerdì è obbligatoria per gli uomini. Le donne possono anche assistere se desiderano. Questa preghiera del venerdì si fa al posto di quella che si fa generalmente a mezzogiorno. Prima della salat, l’imam fa una khutba (sermone). Questo sermone contiene dei consigli diretti a guidare i musulmani nei loro affari e nei loro problemi della vita corrente.                                                                                                                                         Prima di cominciare la preghiera, il fedele deve verificare la pulizia del suo corpo, dei suoi abiti e del luogo della preghiera. Deve procedere a un atto di purificazione speciale, chiamato wudù (piccola abluzione) che si fa prima della preghiera.                                                                                                                                        Wudù,  si comincia col lavarsi le mani. In seguito, si si sciacqua la bocca e il naso. Poi, ci si lava il viso e gli avambracci fino ai gomiti. Dopo, ci si passano le mani bagnate sulla tesa, così come all’esterno e all’interno delle orecchie. Per finire ci si lavano i piedi fino alle caviglie.                                                                   Ogni volta che si fa il wudù, ci si lava queste parti del corpo tre vote ciascuna, all’eccezione della testa e delle orecchie sulle quali non si passa che una sola volta.                                                                                                           Se si è fatto il wudù e si mettono in seguito le proprie calze (pesante) non è necessario togliere per il wudù seguente. È sufficiente quindi passare le mani bagnate una volta sulle calze stesse.

 

 

  1. La zakat (elemosina legale purificatrice)      

 

“Coloro che credono, fanno delle opere meritorie, eseguono la salat fanno l’elemosina legale purificatrice (az-zakat), riceveranno dal loro Signore una ricompensa … saranno al riparo dalla paura e dalla tristezza.”  (Al-Baqarah 2:277)

 

La zakat è il terzo pilastro dell’Islam. È il modo in qui noi compiamo il nostro dovere nei confronti degli altri musulmani. In arabo questa parola significa “purificazione”. La zakat è anche un mezzo di ricordarci che noi non siamo proprietari delle nostre fortune, ma che il vero proprietario ne è Allah. Questo ci dovrebbe incitare a spenderle conformemente agli ordini di Allah. La zakat è una somma che noi paghiamo annualmente. Non è una tassa imposta dall’Islam, ma un diritto fissato da Allah con lo scopo di purificare i nostri averi. La zakat è prelevate sui risparmi che sono stati accumulati durante un intero anno. Si dona il due e mezzo per cento della somma totale a coloro che sono nel bisogno. Per esempio se qualcuno ha € 1.000 di risparmio annuo, egli dovrà pagare € 25.  La zakat è un atto di devozione. È anche un modo di dimostrare la propria compassione verso coloro che vivono in circostanze meno favorevoli. Essa serve a togliere dai nostri cuori l’avidità e l’amore per il denaro. Essa è anche un sistema per ridurre le distanze tra ricchi e poveri.

 

  1. as-sawm  (Il digiuno)

Digiunare significa astenersi da mangiare, dal bere e dall’avere delle relazioni sessuali dall’alba al tramonto. Il digiuno è obbligatorio per tutti i musulmani durante il mese di Ramadan.

 

“Vi è prescritto il digiuno cosi come è stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto forse voi temerete Dio”  (Al-Beqarah 2:183)

 

Il digiuno è un esercizio sia fisico che spirituale. Colui che digiuna è tenuto a evitare qualsiasi azione che dispiaccia ad Allah. Egli non deve avere un cattivo comportamento. Non deve pronunciare delle parole malvagie né maligne né lamentarsi con chicchessia. Se egli non è in grado di controllarsi e non evita le cattive azioni, il suo digiuno non gli sarà di alcun beneficio e non sarà ricompensato ad Allah. Digiunare durante tutto il mese di Ramadan gli insegna a dominare i propri desideri e a disciplinare la propria condotta.       Digiunare lo aiuta a rafforzare la propria volontà. Questo sviluppa anche la sua resistenza e la sua costanza. Durante il mese di Ramadan si fa una preghiera speciale che si chiama tarawih. Durante la preghiera di tarawih, si recitano dei capitoli del Santo Corano. Quando arriva la fine del mese, si ha finito di recitare tutto il Libro.

Il mese di Ramadan è ugualmente importante per un’altra ragione. Questo mese comprende una notte chiamata Laylatu-l-Qadr. È in quella notte che fu rivelato il Santo Corano. È una notte piena di benedizione. I musulmani sono incoraggiati a passare questa notte nell’adorazione e nel ricordo di Allah.  Le preghiere fatte durante Laylatu-l-Qadr meritano una ricompensa uguale a più di mille mesi di preghiera.

Non si sa quando esattamente nel mese di Ramadan si situi questa notte, ma l’Inviato di Allah (s.a.v.s) ha detto che era una delle notti dispari nel corso dei dieci ultimi giorni del mese di Ramadan. Il Profeta (s.a.v.s) ha incoraggiato i musulmani a passare la maggior parte del loro tempo a pregare Allah nel mese di Ramadan, specialmente nel periodo in cui potrebbe cadere Laylatu-l-Qadr. (la notte del Qadr significa la notte del Destino, Merito, Valore, Determinazione….).

Il mese di Ramadan termina con un giorno di festa chiamato ‘Idu-l-fitr”. È un giorno nel quale ci si rallegra di essere riusciti a digiunare tutto il mese. È un avvenimento segnato dalla felicità e dalla gioia.

La giornata comincia con “salatu-l-‘Id”  (preghiera della festa dell’Id), una preghiera speciale prima della quale si loda e si glorifica Allah attraverso delle recitazioni speciali. Prima di recarsi alla preghiera dell’Id, ogni musulmano deve adempiere alla “sadaqat al fitre” (donare sia dei soldi che del cibo ai poveri e ai bisognosi al fine che essi possono festeggiare in famiglia la festa dell’Id)  da parte propria e di coloro che dipendono da lui (i familiari suoi).

 

 

  1. il hajj (il pellegrinaggio)

 

Il quinto pilastro dell’Islam consiste nel compiere il hajj o pellegrinaggio alla Casa Sacra di Allah alla Mecca. È obbligatorio per i musulmani che possono permettersene le spese e che sono fisicamente atti a intraprendere il viaggio. Non è obbligatorio che una sola volta nella vita.

Il hajj fu compiuto per la prima volta dal profeta Abrahamo (a.s) e da suo figlio Ismaele (a.s). Abramo ricevette da Allah l’ordine di esortare i credenti  a fare il pellegrinaggio. È in risposta a questo appello che i musulmani si recano alla Mecca ogni anno. Essi compiono il rito del hajj con devozione e sincerità. Essi confermano la loro disponibilità a lasciare i piaceri e i divertimenti di questo mondo per amore di Allah.

Il hajj costituisce il più grande raduno annuale di musulmani. Vengono da tutti i angoli del mondo per radunarsi nella Santa Terra. Essi si incontrano e si scambiano i migliori auguri.

Il hajj è una vera manifestazione del fatto che l’Islam sia una religione universale e che i musulmani sono fratelli ed uguali tra di loro.

I pellegrini portano gli stessi vestiti e si radunano nella piana di Arafat. Questo aiuta a ricordare che un giorno, quello del Giudizio Finale, tutti gli esseri umani saranno radunati per presentarsi davanti ad Allah. Essi saranno uguali davanti ad Allah, eccetto in quello che concerne il loro grado di devozione e di rettitudine.  Il hajj simboleggia la devozione ad Allah e l’obbedienza ai suoi ordini.

 

 

“Ed è un dovere degli uomini nei confronti di Allah di andare a fare il pellegrinaggio alla Casa, per coloro che ne hanno i mezzi.”  (Ali-Imran 3:97)

 

 

 

fonte: L’Islam, principi di base  ( Albirr Foundation UK)